martedì 11 ottobre 2016

Recensione: La piccola libreria di New York - Miranda Dickinson

Titolo: La piccola libreria di New York
Autore:Miranda Dickinson 
Formato: Copertina rigida
 Pagine 382 
Editore: Newton Compton 
ISBN-10: 8854193909
Quando il suo ragazzo la lascia per l'ennesima volta, Bea James, proprietaria di una libreria a Brooklyn, prende una decisione. Basta uomini, basta cuori infranti, basta dolore. Il suo lavoro le piace e i libri l'hanno sempre salvata, l'importante sarà riuscire a stare lontana dall'altro sesso. Jake Steinmann, uno psichiatra che viveva a San Francisco, è pronto a ricominciare, dopo la fine del suo matrimonio. D'ora in poi ci sarà un unico amore nella sua vita: New York. Bea e Jake si conoscono a una festa in cui sono gli unici single, e quando parlano si trovano d'accordo su una cosa: nessuno di loro due vuole avere alcun genere di relazione sentimentale. Ma la città ha altri piani per loro...
" Quello che Bea desiderava maggiormente era di essere apprezzata per ciò che era, per quanto poteva fare. Affibbiare la responsabilità della sua felicità a qualcun altro le avrebbe solo spezzato il cuore per l'ennesima volta. Era arrivato il momento di essere ciò che voleva essere. E in quell'esatto istante voleva essere felice con se stessa."

Questo libro mi ha conquistata sin dalle primissime pagine. Brillante, frizzante, propositivo e romantico; ottimo da gustare con una bella tazza di tè in una giornata uggiosa. 
Ma cominciamo dalle caratteristiche tecniche: nella prima parte la storia viene narrata dai due protagonisti a capitoli alternati; abbiamo quindi due distinte storie che procedono su due linee narrative separate. In seguito le due linee si incontreranno e proseguiranno insieme alternando ogni tanto il punto di vista della narrazione. Lo stile della scrittrice è fresco e ironico, talmente fluido da trasportare il lettore all'interno degli eventi stessi rendendolo così partecipe e protagonista. Le descrizioni dei luoghi sono accurate ma non eccessivamente pesanti da risultare noiose, anzi, permettono di entrare nel clima della città e dei suoi luoghi magici proprio come se fossimo presenti realmente. I dialoghi sono fluidi e diretti, integrati ad arte all'interno della trama; anche i personaggi sono ben costruiti, ognuno con la propria personalità coerente con azioni e pensieri all'interno della storia. Unica pecca è l'intuizione del finale a poche pagine dall'inizio (circa al 15% della lettura) ma ciò non toglie pathos al romanzo, che vi terrà incollati ad ogni singola pagina catapultandovi nella vita di Bea e Jake. Per i più arguti è chiaro il finale, ma questo non deve scoraggiarvi nel leggerlo perché i colpi di scena saranno davvero tanti e il percorso intimo dei protagonisti si snoderà pian piano evidenziando le debolezze umane comuni a tutti noi.
Il percorso della storia sembra scorrere quasi in modo parallelo per entrambi: delusione amorosa per Bea, fine di un matrimonio per Jake, l'utilizzo del lavoro come via di fuga e come mezzo per riprendere in mano la propria vita scoprendo che si può vivere felici anche da single; e a complicare il tutto un patto stretto ad una festa di fidanzamento che li porterà a vivere, e a viversi, in modo differente escludendo paure e imbarazzi. Insomma, una crescita parallela di due persone che hanno bisogno di ritrovare se  stesse per poi ritrovare gli altri.

" Le persone sono come pietre focaie ", aveva detto una volta a Bea, prima che New York la chiamasse lontano dall'Inghilterra, " e girano e girano, per tutta la vita, incontrando altre pietre focaie. Ogni tanto ne incontrano una con cui possono creare una scintilla: le forme combaciano e tutto di allinea. Poi il resto è molto semplice".

Tra i personaggi di secondo piano, vorrei parlarvi di quello che ha conquistato il mio cuore ovvero la nonna di Bea, nonna Dot. Lei vive in Inghilterra e  possiede una libreria; è quel tipo di nonna che tutti noi vorremmo avere: saggia, dolce, sognatrice e sempre pronta a consolare e consigliare. Nei confronti della nipote, nonna Dot utilizza un modo assai curioso per consigliarla; le scriverà delle lettere in cui le racconterà un evento della sua vita che nessuno ha mai saputo, un evento così intimo e delicato che lascerà in Bea un segno indelebile. 

Le sensazioni che mi ha trasmesso questo libro sono molteplici ma la più importante è per me la pro positività dei protagonisti; certo, ci vuole tempo per superare traumi come la fine di un matrimonio, il senso di abbandono e la perdita di fiducia nell'amore. Ma una volta presa coscienza che prima di essere " due " siamo " uno ", la risalita diventa più facile e veloce e, quando saremo nuovamente in cima, potremo vedere ciò che ci circonda davvero e potremo tornare ad amare nuovamente con rinnovata fiducia. Il dolore non deve impedirci di credere che nel futuro possano accadere grandi cose.

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo perché è come un caldo abbraccio in una giornata autunnale, una tisana calda quando hai le mani gelate, un bacio sulla fronte quando il tuo cuore dubita. 

Voglio lasciarvi con un piccolo estratto di una lettera di nonna Dot a Bea...

" Ma è proprio radunando tutto il nostro coraggio per percorrere la via accidentata che scopriamo cos'è importante e vero. Potresti restare delusa, ma non c'è nulla che possa sostituire la consapevolezza di sapere chi sei, in un modo o nell'altro. Ti voglio bene, nonna Dot."




Recensione by Daniela