lunedì 10 ottobre 2016

Inseguendo il filo rosso al Festival dell'Oriente

Cari lettori,
come sapete il blog ha cambiato volto. 
Non sarà più un lit blog, ma un luogo in cui condividerò i miei pensieri, parlerò di me, di ciò che amo e delle mie storie. Naturalmente, non smetterò di parlare di  libri. Il canale continuerà a ospitare video recensioni.
Il primo post del "nuovo" Anima d'Inchiostro riguarda la mia esperienza al Festival dell'Oriente
Che dire, è stato come aprire una porta e viaggiare in Oriente. 
Ho rivissuto il fascino appena assaporato mentre scrivevo Il Filo Rosso. Storia questa, in parte ambientata nella Chinatown di San Francisco.
Ho sempre amato la cultura orientale e in generale sono affascinata da tutti i culti del mondo. Non potevo quindi non menzionare alcuni tratti di una storia millenaria e misteriosa come quella cinese. 
Non sono mai stata in Cina, ma camminare tra gli stand mi ha condotto lì, a respirare l'odore degli incensi e a vibrare al suono cupo dei gong dorati. Sono stata ammaliata dai colori che mi esplodevano davanti, dalle sonorità ritmiche e flautate insieme, dalle danze e dai rituali. Era come se fossi cullata da una mano invisibile. Mi sono sentita come la protagonista del mio romanzo, Allyson, che ritrova se stessa tra le vie di Chinatown.
Ho visto Tianlong, il Dragone della mia storia e mi sono emozionata. 
Ho assistito ai rituale del tè, saggiando il tempo scandito dai gesti lenti di una ragazza orientale. 

Ho percorso i miei passi alla ricerca del filo rosso, fino a quando non ho trovato ciò che era al termine. Non parlo dell'amore per una persona, che sono già  fortunata di avere. Mi riferisco a quell'amore per me senza misura e ragione: la scrittura. Camminando e innamorandomi di ogni cosa vedessi, mi sono innamorata di nuovo della scrittura. Lo ammetto, non scrivevo da tempo, forse perché sfiduciata dalle continue attese e dalle risposte che sembrano non arrivare mai. Ma a un tratto, mentre una donna indiana setacciava le spezie e il loro profumo mi arrivava ai sensi, ho riscoperto il mio amore. In quell'esatto istante mi è venuta a trovare una nuova storia. Ecco il potere di certi viaggi, benché piccoli. 
Mi sono commossa all'idea di rimettere le dita sulla tastiera e farle scorrere. 
Ho riposto in una tasca del cuore l'idea e ho continuato il viaggio. E poi, come per magia, mi è sembrato di vedere Allyson e Ethan sotto le lanterne luminose, i campanelli dorati e i nastri colorati. 
A sognare, come me. 



Viaggiate con me in Oriente, leggendo Il Filo RossoLo trovate su Amazon

Non nasconderti dietro il destino. Quello lo costruiamo noi, con i nostri propositi e le nostre azioni. Secondo la leggenda cinese del filo rosso del destino, ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra: questo ci lega indissolubilmente a coloro cui siamo destinati. Tempo, spazio, circostanze non contano. Finché le anime sono in vita il filo le lega.Allyson non sa chi troverà in fondo al suo filo. È amareggiata, certa ormai che il vero amore sia solo una chimera, come quel dragone azzurro di cui favoleggiava l'amica cinese Lin Mei, e che avrebbe dovuto guidare la sua strada per la felicità mentre invece l'ha solo illusa. L'unica soluzione è cercare rifugio in quella stanza che profuma di trementina e ha i colori di una tavolozza d'artista. Ally si fa curare dalla pittura, il suo primo amore, e chissà che cosa emergerà da quella tela, forse il futuro che lei desidera per se stessa...