sabato 5 marzo 2016

Recensione: La Cisterna - Nicola Lombardi

Titolo: La Cisterna
Autore: Nicola Lombardi
Editore: Dunwich Edizioni
Collana: Ritorno a Dunwich
Dati: 2015, 1986 p., brossura
Prezzo di copertina: 9, 90 euro
Nuovo Ordine Morale. Una feroce dittatura militare. Un nuovo sistema carcerario estremo in cui le Cisterne rappresentano il terribile strumento per una radicale epurazione della società. Giovanni Corte, giovane pieno di speranze, conquista l’ambito ruolo di Custode della Cisterna 9, nella quale dovrà trascorrere un anno. E comincia così per lui un cammino - inesorabile, claustrofobico, allucinante - lungo gli oscuri sentieri dell’anima umana, verso il cuore buio di tutti gli orrori che albergano fuori e dentro ciascuno di noi.
Nato a Ferrara nel 1965, esordisce nel 1989 con la raccoltaOmbre - 17 racconti del terrore. Si lega poi al movimento letterario romano Neo Noir e pubblica racconti, articoli e traduzioni su riviste e antologie per diver­se case editrici. Suoi sono i romanzi tratti dai film di Dario Argento Profondo Rosso eSuspiria per Newton & Compton. Collabora per diversi anni con il men­sile di cultura fantastica Mystero; per le edizioni Profondo Rosso traduce i saggi Lovecraft e le ombre di F.B.Long e Edipo e Akhenaton I.Velikowsky, e il romanzo di S.Quinn La sposa del diavolo. Tra le sue raccolte di racconti ricordiamo I racconti della piccola botte­ga degli orrori (Mondo Ignoto 2002), La fiera della paura (Mondo Ignoto 2004), Striges (Robin 2005) e La notte chiama e altre storie (2011, con Luigi Boccia), oltre al racconto singolo I burattini di Mastr’Aligi (Nero Press e-book 2014). Pubblica inoltre i romanzi I Ragni Zingari (Edizioni XII 2010, poi Nero Press e-book 2014), con il quale nel 2013 vince il Premio Polidori, e Madre nera (Crac Edizioni 2013). Per Dunwich Edizioni ha già pubblicato il racconto I buoni e i cattivi, compreso nell’antologia digitale Poker d’Orrore (2014).
Buon sabato lettori,
oggi pubblico la recensione di un romanzo di casa Dunwich. Era un po' che non mi addentravo nel meandri dell'Horror e ho scelto La Cisterna per ricominciare.
Ringrazio innanzitutto la casa editrice per la copia omaggio.
Il primo elemento che mi ha destato è la stata la cover. Quanto sono belle le cover Dunwich? Lo so, potrei sembrare di parte, ma dico la verità.
Veniamo al romanzo. Nicola Lombardi ci conduce in un mondo in cui a governare è un Nuovo Ordine Morale, il NOM. Qualsiasi atto illegale è severamente punito dal NOM. Come? Be', lo scoprirete dopo circa le prime quaranta pagine.
Il protagonista è Giovanni Corte, un giovane di ventitré anni assunto dal NOM come custode della Cisterna 9. Nel momento in cui Giovanni assume il compito e si stabilisce nella struttura annessa alla Cisterna, la narrazione cambia ritmo. Ci troviamo infatti con una storia dalla partenza lenta, misurata, che poi decolla e tiene con il fiato sospeso. Il mandato del giovane dura un anno, nell'arco del quale viene a conoscenza di tutti i retroscena (agghiaccianti) del NOM.
Naturalmente non posso dirvi cosa si celi all'interno della Cisterna 9, né quali siano gli effettivi ruoli di Giovanni.
Sono rimasta spiazzata più volte. Un senso di oppressione mi ha accompagnato durante tutta la lettura. Attenzione, non è una critica. Anzi, è un complimento rivolto all'autore e alla sua capacità di creare uno scenario in grado di trasmettere determinate sensazioni, benché forti. Il romanzo è stato definitivo claustrofobico, be', concordo con il termine usato. Vorrei fare spoiler e svelarvi in quali momenti è possibile ricondurre questo aggettivo, ma vi toglierei tutta la suspense. Vi garantisco che, in determinati passaggi, ho avvertito un tale senso di angoscia che mi ha indotto a chiudere le pagine, bere un bicchiere d'acqua e poi tornare a leggere. Roba tosta, insomma.
A lasciarmi con l'amaro in bocca è stato il finale. In un certo senso me lo aspettavo e non me lo aspettavo. Vi spiego: avevo lontanamente intuito la scelta del personaggio, ma non immaginavo che l'attuasse sul serio. Quindi, mi sono ritrovata a tifare per lui e a detestarlo al tempo stesso. O forse mi ha solo destabilizzato la crudele ironia del finale. Nonostante La Cisterna non mi abbia fatto dormire sogni tranquilli, lo consiglio, ma agli amanti del brivido, della tensione e... agli stomaci forti, per così dire.
Da anima d'inchiostro prende quattro calamai.
Un bacio di'inchiostro.