giovedì 7 gennaio 2016

Recensione: Un cuore per un cuore - Ornella Calcagnile

Cari lettori,
come promesso, eccomi di ritorno. I vari progetti editoriali e le feste natalizie mi hanno allontanata dalle attività del blog. Tuttavia da oggi mi ritroverete a promuovere e recensire i libri delle mie colleghe.
Dopo una lunghissima pausa, riprendo con una novella di una collega e amica, Ornella Calcagnile. 
Il titolo della novella è Un Cuore per un Cuore e fa parte di una serie di novelle steam-fantasy, atte a rielaborare in chiave steampunk i classici delle fiabe. 

Titolo  Un Cuore per un Cuore (Once Upon a Steam – Episodio 1)
Autore Ornella Calcagnile
Genere Steampunk/Fantasy
Pagine 70
Prezzo 0,99 ebook (gratis per kindle unlimited)
Data di uscita 13 ottobre
Link di acquisto: http://goo.gl/Anu8kL

Presentazione del progetto

Steamwood non è un regno da favola. È immerso nel vapore e le sue esalazioni nascondono le stelle, lasciando intravedere nel cielo soltanto una cupa vastità illuminata da due lune gemelle. In un’ambientazione a tratti vittoriana e a tratti steampunk, si muovono i protagonisti delle novelle della serie, incontrandosi – e scontrandosi – sullo sfondo di un universo in bilico tra l’incanto e una minacciosa profezia circa l’arrivo della Stagione dell’Insomnia. Il Narratante, una figura misteriosa senza volto né voce, farà da collante alle varie storie, manifestandosi in modi sorprendenti. Ogni racconto è la rivisitazione di una fiaba classica, ben conosciuta dai lettori, ma che si rivelerà ai loro occhi con nuove sfumature.

QUALE SARA' LA PROSSIMA?
Ma torniamo a Ornella e alla sua particolare rivisitazione di Biancaneve. Ebbene sì, l'autrice ci dona una versione del tutti nuova del classico che tutto conoscete.

A Steamwood, nel piccolo regno di Enchanted Forest, Biancaneve e il suo principe hanno conseguito il tanto meritato lieto fine dando persino alla luce una bambina, riflesso della madre: Biancabrina. 
Una felicità raggiunta a discapito però della “povera” Grimilde che, sopravvissuta, si è nascosta nella cittadina di Steamgrow e ha ordito una tremenda vendetta a danno della figliastra, lanciando nel momento più opportuno una maledizione sul regno, un sortilegio a cui, per sua sfortuna, Biancabrina è riuscita a sottrarsi. 
Tra elementi della fiaba classica e quelli innovativi dello steampunk, una nuova improbabile principessa tenterà di riconquistare il regno che le spetta di diritto e apporre la parola fine sulla sua “nonnastra”. Nell’impresa non sarà sola, ma accompagnata dal fidato amico Dopey e i suoi mecha-nani. 
Biancabrina riuscirà a guadagnarsi il lieto fine e portare a compimento la sua vendetta o sarà ostacolata dalle creature di Steamwood e dal Narratante, sommo signore di quelle terre? 
Tra ferro e vapore, magie e pozioni, ottone e marchingegni, tutto ha inizio con… Once Upon a Steam. 
Ornella Calcagnile, nata a Napoli nel 1986, diplomata all’Istituto D’Arte, laureata in Scienze della Comunicazione, ha sempre avuto un debole per tutto ciò che riguarda la creatività: grafica, disegno, fotografia, video-editing, fumetto e cinema.
Inizia a scrivere nel 2008 per dare sfogo alla sua fantasia ma con il tempo nasce una vera e propria passione che la induce a creare un blog di racconti e a lavorare come copywriter, avvicinandola ulteriormente al mondo dell’elaborazione testi e della comunicazione. 
Nel 2012 apre un lit-blog “Peccati di Penna” dedicato alle recensioni e alla presentazione di giovani autori. 
Nel 2013 esordisce come autrice con il romanzo urban fantasy Helena, pubblicato con Ute Libri. 
Nel 2014 si cimenta in alcune auto-pubblicazioni: 
- Black – The Hunter, racconto urban fantasy, spin off di Helena;
- È la mia natura, racconto horror con contaminazione urban fantasy;
- Fil Rouge, romanzo rosa contemporaneo;
- Spicchi di Luna, racconto urban fantasy.
Nel 2014 scrive anche alcuni articoli per MeBook.
Nel 2015 pubblica:
- La Dannazione Della Sirena, racconto urban fantasy dark, Lettere Animate Editore;
- Il Tocco dell’Aldilà, racconto urban fantasy, Dunwich Edizioni;
Il suo sogno è diventare una brava scrittrice, trasmettere emozioni e creare avventure in cui il lettore possa perdersi. 

UN ASSAGGIO

«Che ne devo fare di te? Domestico o prigioniero? Magari potrei darti in pasto ai licantropi che cacciavi prima di diventa­re l’essere abietto che sei oggi. Cosa ne pensi?» doman­dò Biancabrina con voce bassa e crudele.
«Allora è vero che nel tuo cuore alberga l’ombra, Principes­sa, figlia di nobili sovrani… Questa volta la mela è rotolata lontano dal suo albero, non è così?»
Uno sparo, tanti uccellini meccanici a spiccare il volo, una grossa nube a velare nuovamente le lune e quella notte sembrò spegnersi.


Ornella Calcagnile sceglie il classico di Biancaneve e lo fa rivoltando la storia, offrendoci spunti nuovi, nuovi protagonisti e ambientazioni differente dai canoni a cui siamo abituati.
Innanzitutto, questa è una storia in cui nessuno è davvero un eroe e il finale non è poi così lieto come ci si aspetterebbe da una fiaba. E se una fiaba cercate, allora scoprirete tutt'altro. Vi imbatterete in una rivisitazione dalle sfumature dark di Biancaneve. E badate bene, qui la bella fanciulla dai capelli d'ebano ha un ruolo del tutto marginale. Non è di lei che si parla, ma di sua figlia. Sua e del principe Florian: Biancabrina.
Nome  curioso e quasi prevedibile per l'erede della bella che morse la mela avvelenata. Di prevedibile, però, qui c'è ben poco.
Biancabrina è boriosa, capricciosa, ribelle. È il rovescio della medaglia di Biancaneve, docile e arrendevole fanciulla. In verità, non ho mai amato quest'ultima, reputandola una delle più sprovvedute tra le principesse da fiaba. Pertanto, Biancabrina riesce ad accaparrarsi le mie simpatie, benché talvolta abbia avuto voglia di prenderla a sberle. Bonariamente, certo. Questo è uno dei punti vocali della novella, da apprezzare. Non la solita protagonista "clicherata", ma una guerriera dal cuore celato da ombre, testarda, sveglia, in grado di mettere K.O. gli aggressori con un calcio.  Proprio il suo temperamento la risparmia. Quando l'incantesimo di Grimilde colpisce tutti i puri di cuore del palazzo reale, la ragazza è l'unica a rimanerne illesa. Perché? Perché nel suo animo c'è malvagità mista a bontà, perché probabilmente, è il personaggio da fiaba più umano di tutti. Biancabrina ha debolezze e rancori, come ciascuno di noi. Oppressa dal titolo, matura una personalità ribelle. Ma sarà pronta a rischiare tutto, per salvare coloro che ama e riportare l'ordine nel suo regno. Quel dominio che le spetta di diritto.

Si ritrovò nel bosco, disorientata, ma aguzzò l’udito in attesa. Quell’omone non poteva evitare di fare rumore, lui e la grazia non andavano d’accordo e infatti Biancabrina sentì un frusciare poco distante. Guizzò in quella direzione. Trovò il Cacciatore accanto a una pozza d’acqua a pulirsi il viso dal sangue colato dall’occhio. Approfittò di quel momento di debolezza per assestargli un colpo dietro la nuca con il calcio del fucile. L’uomo si ritrovò in ammollo e voltandosi ebbe l’arma a un soffio dal naso. Restò senza parole, con le labbra vibranti. Non si aspettava che una figlia di papà potesse essere tanto aggressiva e tenace. «Che ne devo fare di te? Domestico o prigioniero? Magari potrei darti in pasto ai licantropi che cacciavi prima di diventare l’essere abietto che sei oggi. Cosa ne pensi?» domandò Biancabrina con voce bassa e crudele. «Allora è vero che nel tuo cuore alberga l’ombra, Principessa, figlia di nobili sovrani… Questa volta la mela è rotolata lontano dal suo albero, non è così?» Uno sparo, tanti uccellini meccanici a spiccare il volo, una grossa nube a velare nuovamente le lune e quella notte sembrò spegnersi.

Biancabrina compirà un percorso nella storia, attraverso il quale muterà e conoscerà anche l'altruismo e il coraggio di battersi per ciò che è giusto. Ad accompagnarla nell'impresa, Dopey, un nano che le è sempre stata accanto da quando era in fasce.
Non vi dico altro sulla trama, lascio che  scopriate tutto da voi, dato che la novella è tanto breve da leggersi in un sorso.
Vi dico solo che ho trovato interessante l'associazione di Grimilde a un'altra cattiva fiabesca, e il modo in cui l'autrice ha intrecciato le storie. Davvero un incastro perfetto. Azzeccatissima anche, la figura tetra che si cela dietro lo specchio magico. Scoprirete così un'altra faccia del misterioso Narratante. 
Veniamo allo stile: fluido, preciso, incalzante. Ornella ha una scrittura che scorre senza che il lettore se ne renda conto. Prende per mano e conduce fino alla fine, senza intoppi o forzature.
Inoltre, ho apprezzato moltissimo le descrizioni, che mettono in luce un'ambientazione visionaria e dark che lascia senza fiato.
Il mondo a vapore creato da Ornella è vivido e ricco di elementi nuovi.

A Steamgrow tutto funzionava con i vapori del suolo. C’era il vaporettrico che generava energia elettrica, il vapacqueo che scorreva come fiumi sotterranei e passava e passava dallo stato gassoso a quello liquido a contatto con il ferro, il vapofoco che generava fiamme composte…

Insomma, non potevo riprendere il blog con un libro migliore. Ve lo consiglio di vero cuore. E non perché consideri Ornella un'amica, ma perché è una talentuosa autrice che attende solo di essere scoperta e letta.

Da Anima d'Inchiostro, Un Cuore per un Cuore si becca ben cinque calamai.