lunedì 11 gennaio 2016

Recensione: Il Canto Del Ribelle di Joanne Harris - Joanne Harris

Titolo: Il Canto Del Ribelle
Autrice: Joanne Harris
Editore: Garzanti
Pagine: 319
Prezzo: € 16,90
Ebook: € 9,99
Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l’accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s’innalza nel cielo in fondo al Ponte dell’Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell’ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l’ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki, il dio temuto ed esiliato da tutti che cerca il suo riscatto: è lui a raccontarci la sua versione dei fatti, secondo una prospettiva diversa da quella che abbiamo conosciuto sin qui. Preparatevi a scoprire Odino, Thor e le altre divinità norrene come non li avete mai conosciuti.
Joanne Harris è nata, da padre inglese e madre francese, nello Yorkshire, dove attualmente vive. Si è laureata al St Catharine's College di Cambridge, dove ha studiato francese e tedesco medievale e moderno. Fino al 1999 ha insegnato francese nelle scuole secondarie di Leeds.
I suoi libri sono tutti editi in Italia da Garzanti. Oltre a Chocolat, il suo romanzo d'esordio apparso nel 1998, tradotto in tutto il mondo e da cui nel 2001 è stato tratto l'omonimo film, ha pubblicato Vino, patate e mele rosse (1999), Cinque quarti d'arancia(2000), La spiaggia rubata (2002), La donna alata (2003), Profumi, giochi e cuori infranti (2004), Il fante di cuori e la dama di picche (2005), La scuola dei desideri(2006), Le scarpe rosse (2007), Le parole segrete (2008), Il seme del male (2009), Il ragazzo con gli occhi blu (2010). È anche autrice, con Fran Warde, di Il libro di cucina di Joanne Harris (2003) e di Al mercato con Joanne Harris. Nuove ricette dalla cucina di «Chocolat» (2007).
Cari lettori,
oggi pubblico la recensione di un libro che mi ha da subito incuriosito. Si tratta di Il Canto del Ribelle di Joanne Harris.
All'inizio ero titubante, avendo  letto diverse recensioni le cui opinioni erano contrastanti. Chi lo ha osannato, chi non lo ha amato per niente. Così, per farmi un'idea tutta mia, ho deciso di leggerlo. Ringrazio pertanto la casa editrice Garzanti per il gentile omaggio.
La cover è davvero bella, anche se avrei preferito che mantenessero quella originale, pregna di mistero e con uno stile che ricorda le illustrazioni di un tempo.
La scelta su questo romanzo è caduta per molteplici motivi: amo la prosa della Harris e adoro la mitologia in generale, soprattutto quella norrena.
Avendo letto altri libri della Harris, sapevo già che mi sarei imbattuta in uno stile ammaliante e da questo punto di vista, il libro non mi ha deluso.

La Harris ha la capacità di offrire al lettore immagini nitide e di catturare l'attenzione. In questo romanzo, però, la scrittura alterna periodi densi e corposi, ad altri più leggeri. Il che mi ha lasciato l'impressione che fosse poco scorrevole.  Infatti, mi duole ammettere che l'attenzione sia calata numerose volte. Non so perché, ma ho lasciato e ripreso la lettura in più occasioni. Probabilmente l'ho affrontata nel periodo sbagliato. Anche i libri necessitano del loro tempo per essere letti.
Devo ammettere di aver storto un po' il naso per la libertà che l'autrice si è concessa sulla storia delle divinità nordiche. Alcune dinamiche sono state mutate, così come alcune caratterizzazioni.
Loki rimane sempre lo stesso, il dio della vendetta e delle malefatte, che con voce dissacrante ci racconta la storia dal suo punto di vista. Il romanzo parte, infatti, con le origini di Asgard. Dalla creazione del Regno di Ghiaccio, alle origini delle dinastie degli dei. Tutte le divinità ci vengono mostrate nelle loro peculiarità, apparendoci quasi più umane di quanto non le avessimo considerate prima, nonostante alcune abbiano mantenuto la propria alterigia.


“Un racconto può far battere più forte il cuore, far crollare muri, scalare montagne – ehi, una storia può addirittura resuscitare i morti. Ed è per questo che il Re delle Storie ha finito per essere il Re degli dei: perché solo l’ampiezza di una pagina separa lo scrivere la storia dal fare la storia.”


Loki ci appare borioso, pungente, indisponente. Tuttavia questi aspetti si alternano a giocosità e leggerezza, in un altalenante gioco che porterà il lettore a detestare e amare al tempo stesso questo controverso personaggio. A tratti troviamo un Loki scanzonato che non perde occasione per gettare frecciatine.  E forse incontrerà la vostra simpatia, più del borioso fratello Thor.


“Penso di poterlo convincere ad aiutarci. È solo questione di offrirgli il giusto incentivo”.
“Sei davvero tanto bravo?” ha chiesto Thor.
Ho sorriso. “Meglio. Sono Loki”.


Non posso considerare questo romanzo il mio preferito tra quelli di Joanne Harris, ma indubbiamente l'ho apprezzato. E credo che meriti  una seconda lettura, in un altro momento.
Vi consiglio di leggerlo, soprattutto se amate la mitologia nordica e siete amanti delle saghe. Sì, perché Il Canto del Ribelle apre le danze a una saga dedicata agli dei del Nord.
Per adesso il mio voto è di quasi quattro calamai.
Aspetto i vostri commenti.
Un bacio d'inchiostro.

1/2