sabato 14 marzo 2015

Recensione: Il mio splendido migliore amico - A.G.Howard


Editore Newton Compton
Collana Vertigo
Formato Rilegato
Pubblicato 19/02/2015
Pagine 406
Lingua Italiano
ISBN-13 9788854173132
Traduttore F. Barbanera
Alyssa Gardner riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo "Alice nel Paese delle Meraviglie". Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora, almeno fin quando riuscirà a ignorare quei sussurri. Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un'incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l'abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove: prosciugare un oceano di lacrime, risvegliare i partecipanti a un tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell'ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?

Ho appena terminato di leggere questo romanzo e, nonostante abbia una valigia da chiudere e poche ore che mi distanziano dalla mia partenza, voglio riportarvi le mie impressioni a caldo, come si suol dire.
Ho solo un aggettivo per descriverlo: FOLLE.
Be', ce ne sarebbero altri, ma folle è la prima parola a cui penso. E poi visionario, scenico, delirante, seducente, romantico, avventuroso, macabro, emozionante.
Perfetto.
Era un bel po' che non leggevo un libro così e mi sento davvero appagata.
Devo riconoscere che l'inizio è stato lento e mi domandavo se interrompere o meno la lettura. Ma ho voluto dare fiducia alla Howard. Dopo le prime cinquanta pagine il libro ha messo le ali e ha preso il volo. Non ho usato a caso la parola ali. ;)
Non vi svelerò molto della trama, lascio che lo facciate voi. Vi anticipo già che questa versione di Alice è del tutto fuori dagli schemi, è dentro e fuori la vera storia. Non posso fare spoiler, anche se muoio dalla voglia di dirvi il reale nesso tra la protagonista Alyssa e la vera Alice. Ma taccio.
La vicenda è avvincente, emoziona a ogni pagina. Lega un filo invisibile tra gli occhi e le parole impresse.
L'autrice mostra audacia e coraggio nella scelta della storia, così come dei personaggi. Ma dimostra anche una sottile maestria nel dispiegare il tutto, lasciando lo stupore nel cuore del lettore.
Ho adorato la prosa di questa scrittrice. Lo stile è ricco di metafore che suggeriscono immagini nitide e perfette. É uno stile sagace e denso, che sazia la fame del lettore.
Molto apprezzate le descrizioni ambientali e quelle delle figure che albergano in questo astruso Paese delle Meraviglie, che di meraviglioso non ha poi tanto... E vedrete perché.
Leggere questo libro è come guardare dalla lente di un caleidoscopio.
Inizialmente ci si trova imbottigliati in mille quesiti, che vengono poi soddisfatti sul finale. Un senso di vittoria e coraggio aleggia tra le pagine. E vi sentirete tanto coinvolti nella storia, da gioire e piangere con Alyssa, scissa tra l'amore per il suo amico Jeb e il misterioso Morpheus, creatura Netherling dai tratti enigmatici, eppure decisi.
Alyssa non è una fanciulla come tante, riserva un segreto e sarà pronta a rischiare tutto per arrivare alla verità.
Leggendolo mi sono chiesta: l'autrice, da dove avrà attinto tutta questa fantasia? Credetemi se vi dico di aver trovato questa sua rivisitazione a tratti più audace e fantasiosa di quella di Carroll, che Anita Howard dimostra di conoscere bene, tanto da poterla rimodellare. Ed è così, ci si può permettere di delineare e personalizzare i contorni di una storia, se la si conosce a menadito.

"Tu capisci la logica che si nasconde dietro l'assurdo, Alyssa. Per tua natura sei incline a trovare la pace nel mezzo alla follia ed è proprio questo che stiamo facendo ora: stiamo dando al nostra cibo la possibilità di combattere."

Non conferivo cinque calamai da tempo, ma "Il mio splendido migliore amico" li merita tutti.
I miei complimenti all'autrice e un ringraziamento per aver donato ai lettori un libro indimenticabile.