venerdì 6 marzo 2015

Anteprima: Trainville – Seconda stagione

Trainville – Seconda stagione 
di Alain Voudì, da un’idea di Daniela Barisone

Episodio 6: Gioco d’azzardo
di Alain Voudì (alain.voudi@gmail.com) Editore: Delos Digital
Genere: Fantascienza / steampunk / westernpunk
ISBN: (non ancora assegnato)
Data di uscita: 10 marzo 2015
Formato: EPUB / MOBI
Pagine: 90 (stima)
Prezzo: 1.99€

Joanna, ancora in fuga dai Federali, incontra una persona che le cambierà la vita. 

Dopo la drammatica fuga da Trainville, Joanna si trova ancora una volta sola al mondo, isolata in una città sconosciuta, angosciata per la sorte delle persone che ama e con l'unica sua flebile speranza riposta nel criptico messaggio di soccorso inviato alla Resistenza. Sarà l'incontro con Danielle, avventuriera, giocatrice e pistolera, che le farà trovare la forza di riprendere in mano le redini della propria esistenza e giocarsi il tutto per tutto, per la salvezza propria e dei propri cari. Dopo il notevole successo riscontrato dalla sua prima stagione, Trainville torna nelle librerie online con una seconda serie di episodi, che riprendono la storia di Joanna da dove l’avevamo lasciata al termine della stagione precedente. In questa seconda serie la protagonista, ormai cresciuta fino a diventare una giovane donna, dovrà affrontare la realtà di una perdita straziante, raccogliere tutto il proprio coraggio e mettere in gioco la propria stessa vita per battersi contro l’ombra di una dittatura sempre più corrotta e violenta. Le avventure di Joanna e dei suoi alleati proseguiranno lungo un arco di quattro episodi (gli ultimi due dei quali scritti in collaborazione con Augusto Chiarle), che saranno pubblicati, sempre a cura di Delos Digital, a martedì alterni a partire dal 10 marzo 2014. La saga di Trainville prevede un terzo (e finale) arco narrativo, attualmente in lavorazione. Nel frattempo, l’entusiasmo dei lettori per la prima stagione di Trainville ha convinto l’editore a realizzarne anche una versione cartacea, che sarà presentata al pubblico in occasione della DeepCon16 di Fiuggi, il prossimo venerdì 20 marzo 2015, e subito resa disponibile per l’acquisto sul Delos Store. 
Genovese, classe ‘63, Alain Voudì collabora fin dai primordi alle collane Delos Digital, per le quali è coautore tra l’altro di tre episodi della serie The Tube. Ha pubblicato numerosi racconti, alcuni dei quali apparsi nei Gialli Mondadori, ed è stato vincitore o finalista di concorsi quali il Trofeo RiLL, lo Stella Doppia e il Premio Robot. Altri suoi lavori si possono trovare nella serie “365 storie per un anno” di Delos Books, nelle riviste Robot e Writers Magazine Italia e nelle raccolte Il Cerchio Capovolto (I Sognatori, 2011 e 2012). Oltre a tutto ciò, è ovviamente autore della saga western-steampunk Trainville.

Ultimi titoli pubblicati: 
Non è mai l’ultima volta (in Writers Magazine Italia #42), thriller, febbraio 2015 
Variante chiusa (in La Maledizione e altri racconti dal Trofeo RiLL, Wild Boar, 2014) 
Il Mattatore (Senza sfumature #35), erotico, ottobre 2014 
Laguna Beige (Urban Fantasy Heroes #5), fantasy, settembre 2014
 la saga di Trainville (Delos Digital, 5 episodi), steampunk, maggio-luglio 2014 
Rig (Delos Crime #5), thriller, maggio 2014 
Alla deriva (Chew-9 # 12), fantascienza, aprile 2014 
Rinascita (The Tube 2 #1, con Franco Forte), horror, aprile 2014 
Giorno Zero e Il bacio della morte (The Tube #3 e #6, con Antonino Fazio), horror, 2013 
Io sono l’uomo nero (finalista al premio Algernon Blackwood 2013), horror, 2013 
Indipendenza violata (la Mela Avvelenata), spy/action/parodia, 2013 
L’orco (Lite Editions), erotico, 2013 
Il movente (in Giallo 24, Mondadori), giallo, 2013 
Il veleno dell’iguana (in Classici del Giallo Mondadori #1301), thriller, 2012 
Mondo senza bambini (in Gialli Mondadori #3052), noir, 2012 
Il volo della Ikarus (finalista al premio Stella Doppia 2012), fantascienza, 2012

ESTRATTO
A bordo del Regio Piroscafo Alberto da Giussano, appena al largo di Fort Lafayette, Brooklyn, New York Aprile 1891 

L’agente dell’Immigrazione scartabellò per un po’ i suoi documenti, prima di alzare lo sguardo e fissarlo negli occhi. – Amedeo Negri – declamò. Pronunciato dal federale, il suo nome suonava più come “Emìdio Nigrai”, ma non gli parve il caso di sottilizzare. – Sì, signore: sono io. – Nazionalità? – Italiano. – Professione? – Ingegnere meccanico. – Meccanico – si appuntò l’agente, annuendo con aria severa. Amedeo sospirò, chiedendosi cosa avrebbero pensato della semplificazione i suoi professori del Politecnico e dell’Accademia. – Lavoro per la Aeromobili Rebaudengo di Torino, e sono... – Non ho chiesto il suo curriculum – lo interruppe il federale a testa bassa, continuando a scrivere sul proprio registro. Amedeo trattenne il fiato e si dondolò sui piedi, a disagio. Non sapendo bene dove mettere le mani, le giunse dietro la schiena, stringendo i pugni per evitare di mostrare il tremore alle dita. – Perché vorrebbe entrare nel nostro paese, Mister Negri? Per capire com’è la situazione politica da voi, e magari per mettere le mani su una caldaia a Sabbia funzionante. [...] Malgrado i timbri ottenuti sui documenti, Amedeo non riuscì a respirare normalmente finché non vide la lancia staccarsi dal bordo del piroscafo per tornare a Fort Lafayette. Probabilmente il suo sentimento era condiviso anche dal comandante, perché prima ancora che i federali arrivassero alla loro destinazione, il da Giussano si era già rimesso in movimento. Pochi minuti dopo, la prua del transatlantico doppiò lo stretto dei Narrows, e Amedeo trattenne il fiato. Aveva tanto sentito parlare della statua gigante che sorgeva sull’isolotto di Bedloe, nel bel mezzo della baia di New York; ma vederla coi propri occhi gli suscitò lo stesso un’emozione vivissima, difficilmente esprimibile. – Grandioso, vero? – mormorò Hart, al suo fianco. Incapace di spiccicare parola, Amedeo annuì in silenzio. – Tre volte più alto del Colosso di Rodi – proclamò fiero il colonnello. – Oltre centocinquanta tonnellate di rame e acciaio. Amedeo annuì ancora, impressionato. La statua, il cui imponente piedistallo di granito era stato edificato al centro della grande struttura stellata di Fort Wood, si ergeva ritta, con le braccia conserte e le gambe leggermente divaricate. L’immensa figura maschile era rappresentata in maniche di camicia, col colletto aperto e a capo scoperto, e la sua testa era lievemente inclinata verso il basso, come a fronteggiare l’ingresso della baia in modo che nessuna nave potesse entrarvi senza passare sotto il suo sguardo severo. Sfilandoci sotto, Amedeo reclinò la testa all’indietro per incontrare gli occhi del colosso, in segno di sfida. L’enorme statua, impassibile, si limitò a ricambiare l’occhiata. Amedeo sbuffò, soddisfatto. – Cosa c’è di divertente? – gli domandò Hart perplesso. – Nulla – ammise. – Solo, mi sembra che assomigli un po’ a... – Al Presidente Edison, naturalmente! – lo anticipò il colonnello, orgoglioso. – Chi meglio di lui potrebbe impersonare il Protettore?