martedì 2 dicembre 2014

Recensione: Le mie due vite - Jo Walton

Editore Gargoyle
Collana Extra
Formato Brossura
Pubblicato 23/10/2014
Pagine 314
Lingua Italiano
ISBN-13 9788898172474
Traduttore D. Di Falco
Patricia ha dei ricordi molto confusi del suo passato. Le immagini dell'adolescenza sono nitide e intatte, ma dopo cosa è successo? Ha sposato Mark ed è stata moglie e madre come le sue coetanee, oppure ha scelto di amare liberamente la sua compagna Bee sfidando tutti i pregiudizi? Davvero le sue scelte hanno influenzato il destino del mondo al punto di farlo diventare contemporaneamente un posto meraviglioso in cui vivere e il palcoscenico di atti terribili? Patricia non lo sa. Non sa come sia possibile ricordare di essere stata sia Trish sia Pat. Le sfugge qualcosa, è "molto confusa" come annotano i medici sulla sua cartella clinica. E tuttavia deve tentare di rimettere insieme i frammenti per capire chi è stata in realtà... Due incredibili versioni della storia del XX secolo diverse dalla nostra, due possibilità di vita vissute dalla medesima donna, in cui, come nell'effetto farfalla, le conquiste personali hanno il potere di cambiare i destini di molti altri allo stesso modo in cui il battito d'ali di una farfalla può provocare un uragano dall'altra parte del mondo.
Jo Walton (Aberdare, Galles 1964) è poetessa e scrittrice. Nel 2002, ha vinto il John W. Campbell Award come Miglior Scrittore Esordiente. Tra i suoi romanzi, oltre a Le mie due vite, Un altro mondo (Nebula e Hugo Awards 2011, British Fantasy Award 2012), primo titolo pubblicato in Italia per i tipi di Gargoyle (2013), The King’s Peace (2000),The King’s Name (2001) e Tooth and Claw (World Fantasy Award 2004). Vive a Montreal (Quebec) con il marito e il figlio. www.jowaltonbooks.com


In primo luogo vorrei ringraziare la Gargoyle Book per avermi concesso la possibilità di leggere questo libro. Una casa editrice questa, che si è sempre distinta e che ho avuto modo di conoscere e apprezzare con precedenti pubblicazioni.
Veniamo a "Le mie due vite", dipinto come romanzo fantasy. Tuttavia, per quanto io sia amante e conoscitrice del genere, non mi sentirei di annoverarlo in questa sezione; quanto piuttosto nella narrativa. La nota fantastica è impercettibile e affidata semplicemente allo sdoppiamento di una vita, che finisce col viverne due. Una sorta di Sliging Doors che ci mostra cosa accadrebbe "se"... Unito all'effetto farfalla, secondo cui il battito di ali di una farfalla, in un'altro luogo può scatenare un ciclone. É davvero così?
Il libro si apre con Patricia, una donna anziana ricoverata in una casa di cura. Non ricorda molto del suo passato. É confusa e non sa cosa sia accaduto nella sua vita dopo il suo matrimonio con Mark, compagno di studi. Personalmente ho trovato fastidioso questo personaggio, ma veniamo al dunque.
Dal momento del suo matrimonio, la vita di Patricia si sdoppia: da una parte abbiamo Pat, moglie devota e arrendevole che rinuncia a tutto per perseguire gli ideali cristiani e per assecondare il marito e crescere i figli; dall'altra parte abbiamo Trish, donna indipendente che sceglie di viaggiare, conoscere il mondo, studiare, crescere professionalmente e soprattutto, amare una donna, Bee. La loro è un'unione felice, che si consacra con la nascita di un figlio che un loro amico le aiuta a concepire.
L'idea di fondo non è affatto male, anzi. Ma ho storto un po' il naso durante una serie di passaggi.
Innanzitutto, non sono del tutto d'accordo con l'idea che una donna per essere felice e indipendente, debba per forza escludere la parte maschile della propria vita. L'amore esiste in innumerevoli sfumature, che sia omosessuale o etero. E nulla priva di sofferenza o di felicità nessuna di queste forme. 
Qui si ha l'impressione che l'unico modo per una donna di essere felice, sia vivere un amore saffico come Trish.
Al di là di questo, credo che qui sia mancato il sentimento. Ho letto la storia con una perenne sensazione di vuoto nel cuore. E devo dire che la mia attenzione è calata diverse volte. Le varie vicende che si snodano lungo il percorso delle due donne, vengono vissute in maniera "neutra", fredda e distaccata. I personaggi non hanno quel peso che avrebbero dovuto avere e le emozioni passano in secondo piano. Ho avuto spesso l'impressione di leggere un affresco storico, una cronaca dell'epoca. Lo sfondo della guerra, delle lotte per l'emancipazione, i turbamenti storici e sociali, sono narrati con minuzia. Ogni evento viene collocato in una data precisa.
Ho apprezzato questo coinvolgimento storico, ma avrei gradito che fosse di sfondo alla vera storia. Invece, a volte Pat è passata in secondo piano. Mi è sembrata un fantasma invisibile che infestata indolente la storia. 
Nulla da dire sullo stile di Jo Walton. Una penna la sua, incisiva e graffiante. Tecnica e stile si fondono per restituirci un'ottima autrice. Ma qui ha mancato di offrirci qualche stoccata in più.

1/2