domenica 14 dicembre 2014

Quinta tappa del blog tour: Parigi, amore e altri disastri"

Carissimi lettori,
oggi vi presento la quinta tappa del blog tour di un libro che mi ha davvero incuriosito: Parigi, amore e altri disastri.

Titolo: Parigi, amore e altri disastri
Autore: Marta Savarino
Editore: Genesis Publishing
Collana: Romance
Genere: Contemporaneo
Prezzo: 3.99 €
Pagine: 150
Pubblicato il: 18/11/2014
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Nadia ha trent’anni, un lavoro impegnativo ma che le piace, una famiglia che le vuole bene e un problema: è innamorata del suo capo dal primo momento in cui l’ha visto e che ha respirato il suo profumo.
Un giorno, però, decide di dare le dimissioni e allontanarsi da lui, Andrea. Ha già la lettera di licenziamento in mano pronta a essere consegnata quando l’uomo la sorprende invitandola a cena. Nadia accetta e finiscono con il passare la notte insieme. Quando al mattino si risvegliano nello stesso letto, Andrea la illude facendole credere di essere interessato ad avere una relazione con lei e le fa delle promesse che sa di non poter mantenere. Le dà un appuntamento a cui non si presenta e a questo punto Nadia, infuriata e sconvolta, dà davvero le dimissioni e lascia Torino per fuggire a Parigi dagli zii, dove è decisa a ricominciare una nuova vita lontana dal passato che l’ha ferita e, soprattutto, lontana da Andrea.
Per uno strano scherzo del destino però i due si incontreranno proprio a Parigi.
Andrea, nel rivedere Nadia, capisce di aver sbagliato ad abbandonarla in quel modo e farà di tutto per riconquistarne la fiducia ma soprattutto il cuore, anche se non sarà un’impresa facile: Nadia è paranoica, a volte folle, cinica, sarcastica e con un cervello che proprio non vuole saperne di spegnersi un secondo. Tuttavia, Nadia ha ancora il cuore a pezzi e superare la diffidenza nei confronti di Andrea sarà tutt’altro che facile!


Regole per partecipare

Diventare lettori fissi dei blog partecipanti;
Commentare almeno tre tappe su cinque
Premio e vincitore
Il premio messo in palio per il Tour è una copia ebook gratuita del romanzo “Parigi, amore e altri disastri”.
Il vincitore verrà estratto a sorte con un sito RANDOM fra i partecipanti che hanno rispettato tutte le regole. Il risultato sarà pubblicato sul blog della Casa Editrice: “Writing with Genesis Publishing”, il giorno successivo al termine dell’evento.

Estratto
Tra una chiacchiera e una mia silenziosa sega mentale, la cena si conclude. Prendiamo un caffè, pessimo come solo a Parigi si può trovare ma ormai ho fatto l’abitudine a buttar giù intrugli simili. Pierre paga, era ovvio, e usciamo. Mi propone di fare quattro passi, la serata è fredda ma passeggiare mi farà bene. Quantomeno potrò schiarirmi le idee. L’Arneis da questa sera è ufficialmente eletto come miglior amico del mese di marzo…
Siamo sull’Île Saint-Louis, nel bel mezzo della Senna, uno dei posti più caratteristici, tranquilli e romantici di Parigi. La cattedrale di Notre-Dame è a poca distanza da qui, sull’isola più grande e più famosa, l’Île de la Cité. Location perfetta per uno di quei film d’amore che mi piacevano tanto. Negli ultimi mesi ho cambiato decisamente genere, bisogna ammetterlo. Basta storie d’amore a lieto fine, basta grandi passioni dove alla fine i sentimenti trionfano sempre. Da sei mesi a questa parte guardo solo film d’azione o dei supereroi… Meglio Tony Stark e L’incredibile Hulk rispetto alle trasposizioni cinematografiche dei romanzi di Rosamunde Pilcher che tanto amavo, dopotutto!
Rido, forse ho bevuto un po’ troppo. L’aria fredda dovrebbe aiutarmi a schiarire le idee anche se sento di avere un casino in testa in questo momento. Pierre passeggia al mio fianco, è silenzioso. Deve aver parlato troppo durante la cena e gli si deve essere seccata la lingua. Riesco a sentire il rumore della Senna che scorre poco distante da dove ci troviamo. È così piacevole, familiare, rassicurante. Peccato per l’odore di marcio che ogni tanto arriva alle narici, come in questo momento… Storco il naso, dannato fiume puzzolente! Beh, meglio così forse, l’atmosfera si sta facendo pericolosamente romantica.
Invece no… il cattivo odore non è un deterrente abbastanza forte per lui perché mi si avvicina, spalla a spalla e mi prende la mano.
«Hai freddo?», mi chiede.
Secondo te? Siamo in riva a un fiume, arriva aria gelida da tutte le parti, ho gli spifferi pure tra le mutande e potrei forse aver caldo?
«No, sto bene», mento spudoratamente.
«Hai il naso rosso…», mi fa notare e mi osserva con un sorriso così dolce… Oh Signore, aiutami a non maltrattarlo, è così carino e io vorrei rispondergli male. Cos’ho di sbagliato? Che malattia ho?
«Ah sì?», non dico altro e affondo il viso nella sciarpa di lana. Voglio sparire.
Si ferma e mi trattiene. È davanti a me, è alto e non alzo il viso per guardarlo in faccia. Ho paura di cosa potrei leggere nei suoi occhi.
Scosta la sciarpa dal mio viso e mi accarezza una guancia gelata. Le sue dita mi sembrano bollenti. Mi solleva il mento e… ecco ci siamo, mi bacia. Pierre mi sta baciando. Cielo, mi ricordo ancora come si fa? Mi sembra di essere una quattordicenne al suo primo bacio… Sono impacciata, tengo le labbra chiuse, come posso pretendere di sbloccarmi se me ne sto immobile come una statua?
Pierre si allontana da me, mi guarda in viso e mi costringe a guardarlo negli occhi. Sembra preoccupato…
«Cosa c’è, Nadia? Non volevi? Scusami…», mi dice. Sembra un cane bastonato, mi fa pena. È davvero un ragazzo tanto tenero. Perché io sono così stronza? Ecco cosa sono diventata: stronza.
«No, Pierre… No…», devo fare qualcosa.
Voglio dimenticare Andrea e non posso farlo senza qualcuno che me lo cancelli dalla mente e dal cuore. Maledetto lui e stupida me. Pierre è l’uomo giusto, deve esserlo. Devo farmi furba, subito!
Questa volta sono io ad avvicinarmi, mi sollevo sulle punte dei piedi e gli sfioro le labbra con le mie. So baciare, non ho quattordici anni… Le labbra di Pierre sono morbide, le socchiude e gliele sfioro con la lingua. Lo interpreta come un invito a continuare e il bacio da timido diventa passionale, audace, intenso.

CURIOSITÀ: “Île Saint Louis”

Ile Saint Louis è la più piccola tra le due isole naturali situate al centro di Parigi ed è famosa per la presenza di numerosi e suggestivi edifici costruiti nel Settecento e l’omonima chiesa di Saint-Louis-en-l'Île. Questo è il luogo ideale per passeggiare tra le strade parigine e respirare la storia dei settecento, ammirando le opere architettoniche di Louis Le Vau, come l’Hotel Lamber e l’Hotel de Lauzun o degustare prelibati sorbetti nella gelateria Berthillon, considerata una delle migliori della città. 
La Chiesa di Saint-Louis-en-l'Île, terminata nel 1726, è riconoscibile grazie ad un orologio in ferro e guglie traforate, un interno ricco tra cui spiccano dipinti in legno raffiguranti episodi della vita di Cristo e statue della Madonna con il Bambino e della Patrona di Parigi, Santa Genoveffa.
Ile Saint Louis è posta accanto alla ben più rinomata Ile de la Cité in cui si rinvengono i monumenti più importanti della capitale francese, dista pochi minuti dalla Cattedrale di Notre Dame.