venerdì 28 novembre 2014

Recensione: Keltor di Jennifer Sage

Titolo: Keltor – The Guardian Archives, Vol. I
Autore: Jennifer Sage
Collana: Rosa Gotica
Pagine: 352
Genere: Paranormal romance
Prezzo: ebook 3,99 cartaceo 12,90
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Keltor è un Guardiano della Luce, anche se vive prevalente­mente nell’Ombra, tormentato dal suo passato. Il suo mondo, quello dei Guardiani, è una realtà oscura che coesi­ste con la nostra. Dietro il caldo velo delle nostre vite, una guerra si combatte tra i demoni e i Guardiani che proteggo­no l’umanità al meglio delle loro possibilità, credendo ancora in noi come razza.
C’è una persona, però, un Custode, che ha in sé il potere di aiutare una o l’altra fazione in guerra. Con l’abilità di dan­neggiare la Luce o l’Oscurità e senza alcuna consapevolezza di come dovrebbe farlo, Liz è quasi una pedina senza spe­ranza. Una pedina che sta per trovarsi priva della capacità di opporsi alla forza più grande che abbia mai incontrato.
Un Guardiano che ha perso il cuore secoli fa. Una donna che non ha mai conosciuto veramente il proprio. Le leggi vietano che possano trovare rifugio uno nell’altra. E leggi ben diverse che impediscono loro di separarsi.
Una decisione deve essere presa, una che potrebbe riportare indietro dai sette inferni il più crudele dei demoni. I Guar­diani sono tra noi… e questo in particolare è il frutto proibi­to.

«Con uno stile scorrevole e coinvolgente, l’autrice ha dato vita a un’opera che mescola amore, passione, amicizia, battaglie, azione e suspense in un crescendo esplosivo.» 
(Regin la Radiosa)

«Ho trovato questo paranormal romance molto piacevole. C’è l’influenza di J.R. Ward, un pizzico di Karen M. Moning e un po’ di Larissa Ione.» 
(The Booknatics)

«Ho davvero amato questo libro. Ha tutto quello che serve a una grande storia: avventura, amore, suspense e mistero. E l’azione è frenetica sin dall’inizio.» 
(Comfortably Read)


Un assaggio

Questo è il luogo in cui sono morto. Lo stesso in cui ho vissu­to.
Stava sul ciglio del precipizio, guardando il sole che sorgeva all’oriz­zonte, proprio come faceva ogni giorno dalla morte della sua famiglia, circa mille anni prima. Spruzzi d’acqua gli bagna­vano la pelle scura mentre le onde si infrangevano contro le rocce che sepa­ravano il suo antico sguardo dalle gelide profon­dità sottostanti. Come un monolite, il guerriero rimaneva perfet­tamente immobile, con le braccia muscolo­se incrociate sull’am­pio petto. Se un mortale lo avesse visto avrebbe pensato di avere le allucinazioni. La corazza di cuoio incrociata sui pet­torali era carica di un’ampia gamma di armi, che proseguiva per tutta la lunghezza del mantello di pelle, fino a toccare terra.
Fissando il sole, ora completamente sorto, i suoi vivi occhi verdi scintillavano e i capelli neri, liberi dalla stoffa che li teneva legati, gli sferzavano il volto austero. Una cicatrice, resi­duo della sua vita passa­ta, formava una luna crescente vicino alla tempia destra, ricordando­gli per sempre ciò che era stato e il motivo per cui aveva combattuto l’oscurità. La sua sola e unica ragione di vita.
Uccidere le creature che avevano sterminato lui e la sua fa­miglia su quella stessa spiaggia.


É la prima volta che leggo qualcosa di Jennifer Sage, la curiosità era tanta, così come le aspettative.
Ringrazio la Dunwich Edizioni per avermi dato l'occasione di leggerlo. Fino a ora  non mi ha mai deluso e sono sempre più fiera di essere una loro autrice.
Sin da subito ho riscontrato uno stile sagace, ritmico e coinvolgente. La Sage scrive bene e ne sono conferma le minuziose descrizioni di ambientazioni, personaggi e creature  mostruose. Sì, perché la protagonista di questo romanzo, Elizabeth (Liz o Lizbeth chiamata da Keltor) incontrerà terrificanti creature, dedite al male e con lo scopo di ucciderla. Perché? Elizabeth è un Custode.
Contrariamente alle Leggi supreme, questa volta il Custode è una donna, Liz per l'appunto.
La scoperta mette gran subbuglio tra i Guardiani, che tenteranno di proteggerla e di portarla alla Luce.
Anche in questo romanzo troviamo la diatriba tra male e bene, Luce e Ombra. Tuttavia, vi ho trovato grande originalità. Innanzitutto, l'opera ha carattere quasi mitologico ed epico. Mi piace l'idea di una Grande Madre superiore, che rimanda a culti antichi e a società matriarcali. Mi ha ricordato a tratti, il mondo di Avalon. Bello l'innesto delle diverse credenze e, la presenza di singolari personaggi. Le figure classiche della nostra immaginazione, infatti, assumono connotazioni diverse. Le fate da noi ideate come scintillanti e meravigliose creaturine, qui sono demoni oscuri dalle mille bocche e altrettanti occhi.
Non solo.
Abbiamo sempre immaginato gli angeli come mistiche figure alate. Qui gli angeli, o meglio dire i Guardiani, sono più vicini all'immaginario del vampiro. Sono immortali e come tali non generano più sangue e hanno bisogno di berlo. Leggono nel pensiero e non disdegnano di ipnotizzare giovani mortali per nutrirsi. Singolare, davvero.
In questo libro il confine tra bene e male è labile. A tratti quelli che dovrebbero essere i "buoni" non mi sembrano poi tanto migliori dei "cattivi". Ma credo sia una scelta dell'autrice, che dimostra fantasia e offre grande respiro a scene di azione.
Veniamo ai personaggi. Ecco, su questi avrei qualcosa da ridire, soprattutto sulle loro dinamiche personali.
Innanzitutto partiamo col fatto che Keltor, uno dei più potenti e antichi Guerrieri, si innamora subito di Liz. Questo è probabilmente da addurre alla sua natura immortale, in grado di percepire le innumerevoli sfumature dell'animo umano, in maniera amplificata. O forse solo perché Liz sembra essergli destinata. Appena la guarda,  il suo universo crolla. Credo nei colpi di fulmine, certo. Ma qui la vicenda si sviluppa troppo in fretta.
Non capisco nemmeno la reazione di Liz. Dopo circa cinquanta pagine, Keltor di punto in pianto le salta addosso e  la seduce, quasi. O il personaggio di Liz è privo di volontà o non saprei... Personalmente, un energumeno che sta a meno di venti centimetri dalla sottoscritta, una sberla se la becca sicuro!
Energumeno è quasi la parola giusta, perché Keltor pare una montagna di muscoli che grugnisce e ha ben poco tatto. Personalmente non amo personaggi come questo, anche se andando avanti, Keltor ci mostra il suo mondo, il suo passato, le sue debolezze. E lo si comincia ad apprezzare, sopratutto per la sua dedizione verso Liz.
Ho trovato delle similitudini con altri libri di genere. Non ho potuto fare a meno di accostarlo alla serie di Lara Adrian. Keltor e Liz mi ricordano i due personaggi della "Stirpe di Mezzanotte", Lucan e Grabielle. L' innamoramento, l'evolversi della loro vicenda personale e addirittura, Liz porta impresso sulla pelle il marchio degli eletti: una luna crescente. Stesso simbolo troviamo sulle femmine prescelte nei libri della Adrian.
Altro accostamento che mi ha fatto storcere il naso: il migliore amico di Keltor si chiama Dante, proprio come il miglior amico di Lucan nel "Bacio di Mezzanotte", sui cui è incentrato il secondo volume della serie. Caso? Probabilmente.
Trascurati questi elementi, l'opera della Sage colpisce. C'è tra voi chi si lascerà imbrigliare dalle scene intrise di eros. Già, numerosi sono gli attimi concessi a Keltor e Liz, durante i quali, personalmente non ho potuto fare a meno di arrossire come una quindicenne.
Interessante lo sviluppo dell'addestramento, affidato a un'ancella inviata dalla Grande Madre.
In generale, come anticipato, è un libro coinvolgente e saprà catturare la vostra attenzione. Vi consiglio di seguire questa autrice e di addentrarvi nel suo mondo fascinoso di luci e ombre.
Jeniffer Sage ha già inviato alla Dunwich, la novella "Ratha - la Magia Interiore e "Dante",  il secondo capitolo ufficiale della saga dei Guardian Archives. Pertanto, credo che possiate aspettarvi grande cose dalla sua penna.