venerdì 14 novembre 2014

Anteprima: Il principe e la neve di Angela C. Ryan


Buon venerdì lettori,
oggi vi segnalo il nuovo libro di Angela C. Ryan: Il principe e la neve.
Io lo prenderò e lo leggerò presto, ma nell'attesa consiglio a voi di leggerlo, per saggiare le indiscusse qualità di questa autrice.
Buona lettura.   

Il principe e la neve 
di Angela C. Ryan
Neve vive con l’eccentrico zio e il gatto Platone da quando è rimasta orfana. Non ha grilli per la testa e non ha grandi ambizioni, se non quella di sopravvivere al dolore per la perdita dei suoi cari. Un giorno, per caso, si ritrova catapultata attraverso uno strano specchio, in una Terra che sembra uscita dalle pagine di un romanzo dei genitori, scrittori di libri fantasy. 
Edenir, magica landa di un mondo parallelo, è lo scenario favoloso in cui le fate sono guerriere logorroiche, le streghe ansiose guaritrici e i principi sono tutt’altro che gentili e amabili. Jack, erede al trono, è freddo e scontroso con l’Estranea proveniente da oltre il portale magico. Neve, poi, sembra avere la strana capacità di coinvolgere entrambi in situazioni assurde e pericolose. 
A Edenir, però, la vita non trascorre tranquilla come dovrebbe. L'ombra di una guerra nata dalla sete di vendetta della regina Deliah, rifiutata dal giovane erede al trono, minaccia di oscurarne il cielo, e così, mentre Jake si prepara a combattere l'ennesima guerra, Neve si renderà conto che c’è molto di più in cui sperare e che a volte, l’impossibile diventa possibile. 
Angela C. Ryan è una sognatrice. E l’unico modo che conosce per far vivere i suoi sogni è quello di imprimerli su un foglio bianco. Non necessariamente un foglio, va benissimo anche un tovagliolo al bar, un post it, il retro di una bolletta. Qualsiasi cosa le permetta di scrivere, le è gradita. Nella sua fantasia, vive in un posto simile all’isola che non c’è, in un castello circondato da ampie vallate abitate da fate, folletti e ogni sorta di creatura magica. E qualche supereroe. Nella realtà vive in un piccolo paesino, di fronte a una collinetta che le regala stupendi scorci, con suo marito e il suo bambino. Il Principe e la Neve è il suo quarto romanzo da solista. Ha già pubblicato Biscotti alla Vaniglia, Hunted e Vision e con Patrisha Mar, sua amica e collega, ha pubblicato, con lo pseudonimo di Katherine Keller, Black Shadow, Crimson Shadow e Grey Shadow, i primi tre capitoli di una saga paranormal romance che prende il nome di The Shadows Saga.

ESTRATTO

Il mondo terminò di girare e rivoltarla sottosopra. Quel sogno era stato peggio di un giro sulle montagne russe e ora si ritrovava con tutte le ossa doloranti.

Un momento.

Come poteva avere le ossa doloranti, se si era trattato solo di un sogno? Deglutì a vuoto, gli occhi ancora chiusi per paura di sorprese troppo sconvolgenti. Una parte poco illuminata del suo cervello era convinta che quello che era accaduto in fondo fosse vero. Si tastò il capo con circospezione e sentì un piccolo bernoccolo pulsare sulla fronte, la testa era pesante ed era appoggiata su qualcosa di duro e freddo come un… pavimento?

Che fosse caduta dal letto?

Prese un profondo respiro e dopo aver contato fino a tre, aprì gli occhi. Una massa informe di riccioli rossi le teneva puntato addosso uno sguardo ferino. Non esattamente la massa di riccioli, piuttosto la proprietaria di questi. Le puntava contro non solo lo sguardo, ma anche un arco con una freccia pronta per essere scoccata.

«Okay, sto sognando di sicuro» si disse Neve ad alta voce. Non poteva essere altrimenti perché quella strana ragazza con tutti quei capelli, stava letteralmente levitando sopra la sua testa con un curioso vestito svolazzante che sembrava uscito da un video di Enya.

«Quello che è sicuro è che fra due secondi esatti ti trapasso da parte a parte se non trovi un’ottima… no, che dico ottima… una giustificazione eccezionale, per essere qui. Ma comincia con il dirmi chi sei.»

Neve rimase a bocca aperta quando la ragazza parlò. Tremò, perché dall’occhiata determinata dell’altra, capì che non avrebbe tardato a mettere in atto quella che più che una minaccia, le era sembrata una promessa.

«N-Neve.»

«N-Neve? Che razza di nome è N-Neve?»

«È Neve, non N-Neve. Ho solo balbettato» sentì di dover specificare.

«Bene, io sono Siluè. Ora che abbiamo rotto il ghiaccio hai ancora un’altra domanda a cui rispondere: chi sei?»

«Chi sono? Sono Neve, Neve Gale.»

«Neve Gale sembri un po’ tonta, lo sai? Chi sei? A quale razza appartieni? Strega, fata, ninfa. Troll non direi.» Silué allungò il collo di qualche centimetro e l’annusò. «Non puzzi così tanto. Allora qual è la tua origine?»

Quella ragazza le parlava di razza? Di origine? Di Streghe, ninfe e troll? Stava colloquiando davvero con un essere spuntato da chissà quale recondito recesso della sua mente malata?

«Neve Gale, sto aspettando una risposta e la mia freccia è impaziente. Che razza di essere sei?» Silué socchiuse un occhio con fare minaccioso e grugnì.

Neve deglutì di nuovo, poi prese coraggio e disse: «Umano?» Cielo, aveva risposto davvero in quel modo? No, aveva risposto davvero e basta.

«Hai detto umano? Ho sentito bene? Da dove vieni di preciso?»

«Da Madison.»

«Madison, dove?»

«Madison, Wisconsin.»

«Wisconsin, dove?»

«St-Stati Uniti.»

La fata la guardò con gli occhi ridotti a fessura. «Stati Uniti, eh? Mi pare di averne sentito parlare sui libri di storia. Stati Uniti, dove?»Neve biascicò qualche incomprensibile parola, poi disse: «Pianeta… Terra.» Era al cospetto di un E.T. immaginario forse?