venerdì 31 ottobre 2014

Recensione: La carezza leggera delle primule di Patrizia Emilitri

La carezza leggera delle primule 
di Patrizia Emilitri

Editore Sperling & Kupfer
Collana Pandora
Formato Rilegato
Pubblicato 07/10/2014
Pagine 255
Lingua Italiano
ISBN-13 9788820056780


L'aria è gelida, a ricordare che l'inverno non è ancora finito. Un cielo plumbeo incornicia i pensieri di Claudia. Il sole sarebbe stato fuori luogo, nel giorno del funerale di sua madre. Lacrime, formalità, pratiche da sbrigare: il triste copione va in scena. Ma qualcosa di insolito accade quel pomeriggio stesso, quando Claudia riceve una strana busta accompagnata dalla lettera di una sconosciuta. La donna le affida un manoscritto inedito, una storia straordinaria di cui la ragazza, aspirante scrittrice, potrà servirsi per arrivare al successo. Clorinda è ricoverata in una casa di riposo. Ormai la sua vita è quasi tutta alle spalle, così almeno credono gli altri. Ma lei nasconde un segreto che è arrivato il momento di svelare. Una vicenda che ha radici molto lontane, nel giorno in cui Clorinda ha sfidato il proprio destino, scampando alla morte. Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusata di stregoneria, e ha attirato su di sé una terribile condanna. Ora, dopo tutti quegli anni, ha finalmente trovato la persona cui consegnare la propria storia. Qualcuno che condivide con lei molto più di quanto possa immaginare. Qualcuno che, come è stato per lei in passato, dovrà fare una scelta pericolosa. Una storia al confine tra realtà e sortilegio, un romanzo che racconta di donne al bivio tra ciò che è giusto e ciò che vogliono davvero.


Patrizia Emilitri Ruspa è nata a Tradate, lavora e vive a Vedano Olona con il marito, due figli e due cani. Appassionata lettrice, ha scelto la scrittura per creare nuovi mondi e personaggi che le piacerebbe conoscere.
Cari lettori,
quando mi capita un bel libro tra le mani, non posso aspettare nemmeno un'ora dopo averlo finirlo; devo subito trasmettervi le mie impressioni. Le emozioni non vanno ragionate, studiate, così come certe parole. Posso da subito esprimere giudizi positivi su questo libro.
Innanzitutto, ringrazio la Sperling & Kupfer per avermi offerto la possibilità di leggerlo e aggiungere un'altra perla alla mia collezione di gemme preziose.
Sì, per me i libri sono gemme e questo libro lo è.
Per certi versi mi ha ricordato Cime Tempestose, Jane Eyre e alcuni altri classici che ho letteralmente divorato e di cui ancora sento il sapore sul palato e, sul cuore.
Questo romanzo scivola nell'anima come un balsamo. É un libro crudo per certi versi, non a livello stilistico, certo. I sentimenti qui sono duri come pietre e, morbidi come corsi d'acqua. É un libro di magia, amori, tormenti. Un libro che incanta col suo mistero e strazia con le sue passioni.
Mi sono commossa in più passaggi, lo ammetto.
Non voglio svelarvi nulla sulla trama, lascio che siate voi a scoprire il fascino della storia, che sin da subito vi prenderà, com'è successo nel mio caso.
Mi piace lo stile dell'autrice e il rispetto che attribuisce alla parola, le restituisce bellezza a ogni periodo. E libri così, oggi, si perdono tra scaffali dimenticati. Invece dovrebbero brillare.
Confesso di aver capito tutto già prima della metà, ma solo perché ho un ottimo intuito, non perché non sia stata brava l'autrice. Anzi, devo dire che ha saputo legare sapientemente la trama e dispiegarla con tale armonia e naturalezza, da dare l'impressione di essere nella storia. Nelle storie, anzi. Viviamo più storie, qui.
Ho amato il personaggio controverso di Clorinda: una donna forte, che ha scontato una pena che non era la sua. Una donna in cerca della più alta forma di indipendenza e ricchezza: la conoscenza e la libertà.
Ben delineati tutti i personaggi e ho adorato con lei, Nicola, gentile e premuroso come solo gli eroi di certi romanzi sanno essere.
Belle e accurate le descrizioni. A volte mi sembrava di avere le mani screpolate dal freddo, tanto fitta era la visione che le parole di Patrizia, hanno dipinto.
Ve lo consiglio e non posso non attribuire cinque calamai.