mercoledì 7 maggio 2014

Quando il Diavolo mi ha preso per mano - April Genevieve Tucholke

AUTORE

April Genevieve Tucholke ama  i film classici, i cattivi dai capelli rossi e la buona cucina. 

Lei e suo marito Nate Pedersen vivono in Oregon ai margini di una foresta.
Adorano ululare ogni notte, assieme ai coyote.


TRAMA

Nel paesino di mare dove abita Violet White non succede mai niente... fino a quando River West non affitta la casetta dietro la sua e incominciano ad accadere cose inquietanti: i bambini scompaiono, gli adulti hanno strane visioni e diventano inspiegabilmente violenti. Tutto mentre Violet è sempre più attratta da quel ragazzo misterioso che ormai entra indisturbato in casa sua. Ma River è soltanto un bugiardo dal sorriso irresistibile e un passato misterioso o dietro i suoi occhi ipnotici si nasconde qualcos'altro? La nonna di Violet l'aveva sempre messa in guardia dai giochi che sa fare il diavolo, ma lei non aveva mai pensato che potesse nascondersi dietro un ragazzo dai capelli scuri che si appisola in giardino, adora il caffè e ti fa tremare di passione...


LE MIE IMPRESSIONI

È un libro strano questo, non c’è dubbio.
Lo stile è davvero interessante.
L’autrice sa cosa voglia dire scrivere e lo fa rievocando sensazioni e immagini.
È un libro che sa passare dai doni malinconici a quelli forti, accesi.
All’inizio colpiscono periodi che evocano atmosfere idilliache. L’odore salmastro del mare, quello pungente della trementina, quello avvolgente del caffè, danzano quasi sotto il nostro naso.
Mi è venuta voglia di dipingere e sorseggiare caffè sotto il sole caldo, mentre la luce fa pulsare i colori della tavolozza.
L’autrice conosce il potere delle immagini: Gli strati di polvere di una soffitta, diventano la danza della Fata Confetto. La nebbia in un cimitero, diventa la trama di un maglione di lana bagnato. E tante altre immagini, irretiscono la nostra immaginazione.
Da qui si passa a scene agghiaccianti, crude, rosse come il sangue, come  i capelli del diavolo
Si evince che l’autrice ami alla follia Stephen King. E capirete il perché. A tratti sembra di leggere un thriller.
In effetti, si ha l’impressione di leggere due diversi libri.
Ci si chiede se l’intenzione iniziale fosse quella. Ma a ogni modo, colpisce l’evoluzione che prendono le pagine.
Certo, ci si aspetta qualcosa di più Paranormale, sotto i misteriosi avvenimenti che coinvolgono Echo. Ma non si rimane comunque delusi.
Amore e odio, quiete e tormento, vita  e morte, si intrecciano.
L’attenzione non cala mai. Neanche quando si percepisce fin dall'inizio che River, il bel ragazzo venuto dal Sud, ha una storia da raccontare.
L’autrice lascia cadere le parole e lascia sospese, in modo che il lettore le acciuffi, le colga. Probabilmente lo fa di proposito, per tenerlo sospeso, per fargli dire:” lo sapevo che doveva succedere qualcosa, ma accidenti, non proprio questo”. Ma lo fa con naturalezza, non è scontata o forzata.
Consiglio questa lettura, nonostante lasci in bocca l’amaro del caffè e quella sensazione, come la pigrizia nelle dita dopo aver dipinto a lungo e con ispirazione.

Perché? Scopritelo voi.


Editore Piemme
 Collana Freeway
Formato Rilegato
 Pubblicato  15/04/2014
Pagine  271
 Lingua Italiano
ISBN-13 9788856632545
 Curatore Giampaolo Salvi


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