domenica 6 aprile 2014

Intervistando: Emanuela Valentini

Sono profondamente lieta e onorata di presentarvi un’autrice di vero talento. Una scrittrice che ha fatto rifiorire in me l’ispirazione.
Si tratta di Emanuela Valentini.
Vive e lavora a Roma, ma è Londra la città dove il suo cuore si sente a casa. Le cose che preferisce fare sono leggere, scrivere, preparare dolci per regalarli, fare fotografie.
Adora i classici della letteratura ottocentesca per lo stile inimitabile e i temi trattati, ma legge di tutto. Crede nel potere educativo e curativo dei libri, delle parole. Scrivere, per lei, è essenziale come il respiro. Da qualche mese è entrata a fare parte della Redazione diSpeechless. Autrice di strane storie, ha un romanzo weird nel cassetto, insieme a un enorme racconto di natura indefinibile di cui preferisce non parlare prima di averci messo pesantemente mano. Il 7 marzo 2013 vedrà la luce della pubblicazione, con il marchio GeMS, l’opera giunta tra i trenta finalisti del Torneo Letterario IoScrittore 2012, titolo provvisorio Ophelia e le Officine del Tempo. Il suo racconto Cronache di un mercante di stelle comparirà nell’antologia di prossima uscita per GDS Editore. La bambina senza cuore è una vecchia fiaba, riscritta e curata, amata tanto da cucirle intorno un abito di lucente splendore.

Qualora non aveste letto nulla di suo, vi consiglio “La bambina senza cuore”. Qui di seguito trovate la mia recensione:


Emanuela non ha solo un indiscusso talento, ma un’innata capacità di donare immagini alle parole. Il suo stile è unico e le sue parole lasciano un’impronta indelebile nel cuore del lettore.
E’ una creatura meravigliosa che viaggia nel tempo e cattura storie, per noi.
Ecco a voi, Emanuela.

Chi è Emanuela Valentini? Se dovessi paragonarti a qualcuno o qualcosa, chi o cosa sceglieresti?

Ciao! Aah, bella domanda. Se dovessi paragonarmi a qualcuno sarei certamente un albero nato in cima a una scogliera o al centro di un fittissimo bosco dove l’essere umano non arriva. Se dovessi paragonarmi a qualcosa… sarei una penna.

La tua scrittura è un ricamo. E’ pura bellezza. Cos’è per te la scrittura?

Oh, grazie cara. Quando da piccola mia madre mi ha insegnato l’alfabeto, avevo 4 anni ma lo ricordo bene, sono impazzita di gioia. Potere tracciare lettere e con queste creare parole, che poi potevo rileggere e riscrivere all’infinito, mi è parso come avere tra le dita una bacchetta magica che mi avrebbe permesso, più in là, con la conoscenza della grammatica e della sintassi, di inventare mondi e universi oltre che a descrivere tutto quello che mi capitava. Ovviamente fino ai sei anni ho solo scritto e riscritto parole, letto piccoli brani, ma poi, una volta andata a scuola, non mi sono più fermata. La magia delle parole era in me. A sette anni ho scritto il mio primo racconto “Rudy il cavallino selvaggio”, che ridere, ancora ricordo la trama. Magia, per me la scrittura è magia, evasione, poesia, cura. Un paio d’ali. Qualcosa che mi appartiene da sempre. La mia leggenda personale.

Cos’è che ti ispira?

In genere mi ispirano le stranezze. Da piccola ero capace di osservare il mondo con una particolare attenzione che mi faceva cogliere cose che gli altri non vedevano. Aspetti delle cose e delle persone che potevano sfuggire, o piccole magie quotidiane come la nascita di una farfalla (avevo sempre molte crisalidi sotto ai davanzali delle finestre) o lo sbocciare di un papavero. Vivevo quegli eventi come veri e propri miracoli e poi la sera scrivevo ogni cosa nel diario. Crescendo ho conservato quel super potere che si è adattato all’età e all’esperienza. Adesso, a parte stupirmi ancora per la fioritura, per le farfalle, la luna piena, le nuvole, riesco anche a cogliere i lati segreti delle persone come se vedessi loro attraverso. E stupirebbero se sapessero quanto sono piene di magia e lati oscuri affascinanti. E io immagazzino tutto e poi riverso quella conoscenza nelle mie storie, che sono sempre storie di individui alle prese con i loro mostri interiori, infatti.  

Qual è il libro che ha segnato il tuo percorso di scrittrice? E quale il tuo scrittore preferito?

I romanzi che mi hanno segnata come autrice sono moltissimi. Non possono essere riportati se non in una lista infinita. Ricordo però che la potenza della scrittura si è imbizzarrita in me, parliamo di prima adolescenza, dopo la lettura di Siddharta di Herman Hesse e La Storia Infinita di Ende. Poema vero e proprio, il primo, e romanzo enorme il secondo: tridimensionali entrambi e unici. I miei scrittori preferiti sono parecchi ma ne elenco cinque: Murakami, Dickens, Hesse, Ende, Pullman.

Le tue storie appartengono al filone Steampunk. Com’è scaturita questa scelta?

Mmm … veramente di steampunk ho scritto solo Le Officine del Tempo e un breve racconto (Mersey l’angelo a vapore). La bambina senza cuore è una favola nera e Grotesquerie un romanzo grottesco. Dello steampunk mi affascinano le atmosfere, comunque, e, visto che per tanto tempo ho amato ambientare le mie storie nell’800, va da sé che abbiano preso quella particolare sfumatura. 

Qual è la soddisfazione più grande che la tua Lola ti ha regalato?

Lola è la protagonista di una piccola storia nata dal dolore. Scritta nel 2009 ha subito quattro riscritture prima di diventare quella che è oggi. La gioia più grande è stata l’immane successo che il romanzo ha avuto in rete, le recensioni stupende con le varie interpretazioni delle vicende narrate, l’affetto che migliaia di lettori mi hanno regalato. Se ci penso mi vengono i brividi. E non finisce qui.

Godi della stima di molte persone. Quanto è importante il sostegno delle tue colleghe?

Tantissimo. La scrittura è un’attività solitaria e quando emergo dalla stesura di una storia o anche semplicemente di una trama nuova, cerco sempre l’approvazione delle persone che stimo e alle quali voglio bene. Per l’ultimo lavoro che sto progettando ho passato ore al telefono con Alessandra oltre a una fittissima serie di email con Danylù, Elisabetta e Leonardo. PREZIOSI!

A cosa stai lavorando adesso e quali sono i tuoi progetti futuri?

Yep! Sto lavorando, con l’appoggio di un editor spaziale, a un progetto diverso da tutto quello che avete letto (di mio) fino a ora. Un romanzo di narrativa contemporanea con quel tocco surreale che non può e non deve mancare nei miei lavori. Una indagine interiore, più che un’avventura, un viaggio attraverso le esperienze dei due protagonisti principali. Un laboratorio, insomma.
Le tematiche sono quelle tipiche del movimento surrealista: amore, sogno, follia, liberazione. Il titolo, anche se provvisorio, è Chiedi alle foglie.
Adesso e per alcuni mesi il mio progetto sarà questo, ma ho altre cose da fare con La bambina senza cuore e probabilmente prima dell’estate pubblicherò una novella suburbana dal titolo Red Psychedelia. J

Cosa pensi della crisi che attanaglia l’editoria italiana?

Non lo so, forse il peggio è passato. La narrativa alla fine riesce a mantenersi a galla in un paese come l’Italia. Per quanto riguarda il fantastico comincio a vedere qualcosa di bello in libreria, dopo le ondate di romance selvaggio e soft porn degli scorsi anni, vampiri e tutta una quantità infinita di cose seriali e minestre riscaldate prese dall’estero come oro colato. Mi sembra chiaro che molti editori, nonostante l’occhio al fatturato, stiano oggi davvero cercando roba originale, e interessante dal punto di vista culturale, da piazzare sugli scaffali.
Ho fiducia nei lettori, comunque. Sono loro che possono fare la differenza. 

Regalaci un pensiero, un monito, un incoraggiamento alle giovani scrittrici che tentano questo tortuoso eppure meraviglioso cammino.

È difficile incoraggiare a fare qualcosa in cui non si è riusciti. Io stessa sto ancora arrampicandomi con le unghie e coi denti per riuscire e quello che posso consigliare a chi si approccia alla scrittura e desidera un giorno pubblicare è: studiate. Non fatevi abbindolare dalle mode stagionali, imparate i fondamenti della narrativa. Amate le parole più ancora dei concetti che volete esprimere, sceglietele con cura. Create qualcosa che sia solo vostro. Uno stile inimitabile. Cercate l’unicità della vostra voce.

Magari non pubblicherete mai, ma scriverete storie bellissime. Non è questo che conta?


Ringrazio Emanuela e le auguro una splendida carriera. 

Ecco dove potete trovarla: